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lunedì 24 agosto 2015

2 maggio: da Le-Puy a St-Privat-d'Allier (24 km)


Eccomi sul GR 65. Sono un po’ emozionata e comincio la mia avventura con entusiasmo.
Giancarlo mi accompagna fino a Montbonnet, poi torna a casa. Adesso sono sola.
Dopo Montbonnet traversata stupenda in un bosco di conifere con alberi secolari; discesa fra ruscelli di acque chiare, alberi di ciliegio fioriti, vento e freddo.
Arrivata troppo presto: meglio andare con più calma. Mi godo il sole sulla panchina di legno mentre aspetto l’apertura della gîte.
Su di una roccia rossa appena fuori del paese c’è un vecchio cimitero e una chiesa romanica, chiusa.
Parlo con una signora gentile. L’impressione è buona, sento un po’ di solitudine, non grave però. Passeggio tutto il pomeriggio.
La gîte d’étape La Cabourne è gestita da un giovane che fabbrica coltelli e da sua moglie, madame Dufour. Conosco Jeanne, americana con la bandiera della pace che sventola fuori dallo zaino; Annie e Jean-Rock, una coppia di una certa età proveniente da Annecy, con la quale faccio buona amicizia e Bernard di Lione, che ha intenzione di arrivare fino a Santiago. È andato in pensione quest’anno e adesso si sente libero di viaggiare. Mangiato in piccola trattoria del paese: 11 euro.
Dormo con una famiglia con due bambini: pensano di arrivare a Conques.

Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 24 km; ore 6; dislivelli: 600 m

© Testo e foto di Daniella Forestan









domenica 23 agosto 2015

1 maggio 2006 - Le-Puy-en-Velay


Via Podiense
Da Le Puy-en-Velay a Saint-Jean-Pied-de-Port

Ho sempre rincorso sogni - forse non per realizzarli ma per continuare a sognare - e mi sono messa a camminare da sola per le strade e i sentieri d’Europa non per arrivare chissà dove e raggiungere chissà quale meta, ma per camminare nel vento, nel sole, nella pioggia, nel silenzio, in un paesaggio mai uguale, guardando orizzonti sempre nuovi, parlando alla natura come ad una vecchia amica, ascoltando il ritmo dei miei passi, seguendo pensieri liberi.
Dalle rare postazioni internet trovate ho inviato le mie emozioni, così come scaturite al termine della giornata.


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© Testo di Daniella Forestan
© Fotografie di Giancarlo Mauri