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lunedì 24 agosto 2015

4 maggio: da Saugues a Saint-Alban-sur-Limagnole (30 km)


Oggi grande traversata del Lozère, alberi meravigliosi, fiori a milioni, vento forte, morale alle stelle. Sono motivata e in pace con me stessa, uno stato di grazia; mi sento molto bene e vedo cose che non immaginavo di vedere.
Incontrata poca gente e nemmeno un lupo, ma cani si, tanti! e ringhiosi per giunta. Qui la gente che cammina è carina ed educata, lontana dal vociare stonato dei “pellegrini” che ho incontrato in Spagna. Finora ho trovato veramente quello che cercavo: pace, natura “selvaggia”, paesini puliti senza lamiere ondulate spagnole, animali al posto giusto, reperti medioevali; la mano dell’uomo ha creato qualcosa che non stona.
Saint-Alban è sovrastato da un bel castello dove si trova l’ente del turismo e un enorme ospedale psichiatrico.
Dormo da sola in una stanzetta senza bagno nella gîte du Centre, davanti alla chiesa del X secolo.
Ho conosciuto un ragazzo canadese con uno zaino spaventoso, con tenda ecc. (arriverà distrutto al paese), un certo Philippe e i due padroni dei cinque lama che girano per la piazza sotto la chiesa.
Ritrovo Annie, Jean-Rock e Jean-Pierre, dottore pediatra, molto gentile e disponibile a chiacchierare. Come me, anche lui l’anno scorso ha seguito il Camino francés in Spagna, fino a Santiago. Mi ha raccontato che suo figlio è produttore di vino a Minerve, delizioso paesino in mezzo ai vigneti. Qui, ai tempi dell’inquisizione, i domenicani hanno fatto bruciare vive in un rogo collettivo alcune centinaia di persone, inclusi i bambini, perché accusate di essere eretiche, catare. Conosco bene quei luoghi e ho visto coi miei occhi fiori freschi deposti ogni giorno sul campo del rogo. L’inquisizione ha purificato le anime …che bravi! (e nessun “processo di Norimberga” ha mai condannato quei fatti).
Durante la cena il patron dell’hotel ha fatto una grande piazzata. Mi domando se c’entra con l’ospedale psichiatrico (in giro per il paese ci sono almeno 160 pazzi + il patron).
A scanso di equivoci alle 5 di mattina sguscio fuori dalla porta di servizio.

Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 30 km; ore 7,30; dislivelli: 450 m


©Testo e foto di Daniella Forestan























3 maggio: da Saint-Privat-d’Allier a Saugues (19 km)



Eccomi qui a Saugues. Traversata stupenda ma molto faticosa per il peso dello zaino, gambe dure, gran vento e sole. Natura selvaggia, alberi di ogni tipo, cavalli, mucche, paesini come presepi.
Ho conosciuto Giannina, una signora italiana di 73 anni nativa di Roana sull’altipiano di Asiago, emigrata in Francia negli anni ’50 col marito boscaiolo, lavoro molto richiesto all’epoca. Mi dice che sta molto bene e si sente libera. Ora è vedova e ha intenzione di percorrere per qualche giorno il GR 65 col suo bravo sacco in spalla. La vedovanza talvolta fa miracoli.
A Saugues c’è una grande statua di legno della Bête de Gévaudan e altre sculture che ricordano le storie/leggende della valle. Si narra che un lupo di grosse dimensioni abbia sgozzato e mangiato un centinaio di persone - uomini, donne, bambini-pastorelli - e animali. I fatti sarebbero accaduti dalla metà ’700 in poi, mentre il vero aspetto della bestia non è stato mai descritto chiaramente.
Ho telefonato per prenotare una stanza a Saint-Alban-sur-Limagnole. Dovrò fare 30 chilometri. Ho fatto bene? Boh! Al limite mi fermerò prima.
Cena al ristorante con Giannina e Bernard, che già ha un gran male al ginocchio.
Dormito alla gîte La Margeride con Giannina, con lei parlo in dialetto veneto, e con una tedesca che sta sulle sue e mangia sul letto riempendolo di briciole.

Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 19 km; ore 4,30; dislivelli: 650 m

© Testo e foto di Daniella Forestan