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mercoledì 26 agosto 2015

14 maggio: da Cajarc a Varaire (26 km)


Strada romana, falso piano ma faticoso per le pietre appuntite del selciato dei romani (li mortacci loro). Lavatoi particolari, boschi di querce e muretti a secco.
Varaire è romana, o almeno: così è scritto dappertutto, ma non si nota. Le persone sono molto gentili.
Dormo alla gîte Rando, in un corridoio, ma tutto per me.
Durante la cena solitaria guardo il cielo stupendo e penso alle guarnigioni dei romani che erano lì. Forse a quel tempo la strada non aveva le pietre così appuntite.

Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 26 km; ore 6,30; dislivelli: 350 m

© Testo e foto di Daniella Forestan






















13 maggio: da Figeac a Cajarc (32 km)


Trentun chilometri sotto l’acqua. Boschi immensi, ruscelli al posto dei sentieri, scarponi inzuppati quasi subito. Paesini fradici, boschi fradici …e avanti senza paura, senza incontrare un’anima viva, con molta tranquillità.
Ho messo il poncho ma mi fa sudare.
Sull’altipiano vi è un dolmen. L’ambiente è quello della preistoria, rocce a strati scavati dal fiume.
Cittadina con mercato, bella gente. Discesone da urlo.
Dormito alla gîte comunale, orrenda. Non ho trovato nessuno con cui parlare.


Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 32 km; ore 8; dislivelli: 380 m

© Testo e foto di Daniella Forestan