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mercoledì 26 agosto 2015

15 maggio: da Varaire a Cahors (33 km)


Ho subito sbagliato strada, poi ho trovato un esibizionista nudo, infine sono caduta faccia in avanti. Temporale, lapins, traversata monotona. Arrivo a Cahors in discesa su asfalto.
Dopo il ponte si arriva quasi subito all’Auberge de la jeunesse (orrendo ma si mangia da dio). Conosciuto Susanne (belga). I piedi sono bollenti causa discesone sull’asfalto.
Dopo il ponte, gabbiotto con accoglienza stupenda: biscotti, acqua fresca e caffè.
Città piena di algerini, odore di kebab dappertutto.

Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 33 km; ore 8,30; dislivelli: 250 m

© Testo e foto di Daniella Forestan









14 maggio: da Cajarc a Varaire (26 km)


Strada romana, falso piano ma faticoso per le pietre appuntite del selciato dei romani (li mortacci loro). Lavatoi particolari, boschi di querce e muretti a secco.
Varaire è romana, o almeno: così è scritto dappertutto, ma non si nota. Le persone sono molto gentili.
Dormo alla gîte Rando, in un corridoio, ma tutto per me.
Durante la cena solitaria guardo il cielo stupendo e penso alle guarnigioni dei romani che erano lì. Forse a quel tempo la strada non aveva le pietre così appuntite.

Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 26 km; ore 6,30; dislivelli: 350 m

© Testo e foto di Daniella Forestan