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mercoledì 26 agosto 2015

23 maggio: da Montréal-du-Gers a Éauze (17 km)


La prima parte è una traversata in mezzo ai vigneti, la seconda in un bosco infinito, umido, sempre dritto, molto triste.
Éauze è carina, molto belle le case a colombage.
La gîte è OK, letto vicino a una finestra.
Arrivate le canadesi simpatiche e la francese stronza.
Mangiato da sola davanti all’arena.
Si sente aria di Spagna, e in questa zona ci sono molte manifestazioni taurine.


Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 17 km; ore 4,20; dislivelli: 150 m

© Testo e foto di Daniella Forestan

















21 maggio: da Lectoure a Condom (27 km)


Una tappa tra terra e cielo, tutta una bella campagna soleggiata e ventosa, molti ruscelli e laghetti, con uccelli acquatici. Pensieri che volano alti come falchi a seguire immagini infinite. Sento una grande stanchezza ai piedi. Caldo e sole, troppo sole, ritiro fuori il cappello.
Gîte La Gabarre, stupenda ex cave d’Armagnac, un po’ fuori il paese. Alla sera si pasteggia con ottimo vino e sul finale arriva dell’Armagnac invecchiato 42 anni. Sorbole!
Con Josiane e Patrick, due militari in congedo, mangio la cassoulet …non male anche se in scatola.


Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 27 km; ore 6,45; dislivelli: 320 m

© Testo e foto di Daniella Forestan

































20 maggio: da Saint-Antoine a Lectoure (25 km)


Traversata in mezzo alla campagna ai bordi dei campi coltivati. Un po’ di pioggia, arrivo in salita. Visto due castelli notevoli per imponenza. Suggestivo il paesaggio. Male ai piedi forte, ma ancora sopportabile. Grande uso di Voltaren.
Lectoure è un bel paesotto con grande torre campanaria e produzione di meloni e di Armagnac. Mi trovo nel salotto di in un’ottima gîte, un vecchio palazzo con camerate da quattro letti gestito da una giovane molto carina; incenso, musica di sottofondo, nella toilette un manifesto con i premi Nobel per la pace, chissà perché lì? All’ingresso la faccia di Ernesto “Che” Guevara, alle pareti tangka tibetani; una gatta sorda staziona vicino al computer, quindi peli dappertutto.
Oggi ho camminato per circa 25 km su terreno sconnesso, tutt’intorno una campagna coltivata a fave e a grano; ogni tanto scendeva acqueruggiola, tanto per non perdere l’abitudine.
Stamattina a Miradoux ho incontrato una signora originaria di Marostica, di nome Teresina; offre ai viandanti la sua casa. Si discute di politica, si  mangia frutta secca, il caffè è sempre pronto e chi vuole dormire si butta su qualche letto sparso per la casa in cambio di un’offerta. Con grande classe vicentina si è inventata un lavoro. Brava!
Le donne che ho incontrato la prima sera di viaggio non sono arrivate fin qui: troppe vesciche sui piedi, tendiniti, ecc.
Sul percorso i segnavia non sono molti ed è facile perdere la traccia, quindi sempre con l’occhio vigile.
Adesso vado a fare un giro in paese a vedere come butta; più tardi andrò a bermi una birra e per la cena ci sono parecchi locali con menù mica male al prezzo fisso di 11 Euro, bottiglia di vino compresa: in Italia ci fai una pizza e una birra, forse.


Note tecniche (orientative):
Lunghezza: 25 km; ore 6,15; dislivelli: 350 m

© Testo e foto di Daniella Forestan